1) Popper. Le nostre colpe.
Iniziamo con l'autorevole opinione di K. Popper. Dopo aver
raccontato la sorte di due persone, suoi amici personali e come
lui di origine ebraica, scomparse nei lager nazisti, il filosofo
austriaco ci ricorda che gli omicidi di massa per un'idea, una
teoria, una dottrina o una religione sono un'invenzione nostra,
cio degli intellettuali.
K. R. Popper, Tolleration and intellectual responsability
[Tolleranza e responsabilit intellettuale] (vedi manuale pagina
328).
Mi hanno chiesto oggi di ripetere una lezione, che ho tenuto a
Tubinga, sul tema Tolleranza e la responsabilit degli
intellettuali. La lettura  dedicata alla memoria di Leopold
Lucas, storico e  uomo di tolleranza e umanit, che fu vittima
dell'intolleranza e della disumanit.
All'et di settant'anni, nel dicembre del 1942, il dottor Leopold
Lucas e la sua moglie furono imprigionati nel lager di
Thiresienstadt, dove egli ha lavorato come un rabbino: un compito
immensamente difficile. Mor dieci mesi dopo. Dora Lucas, sua
moglie, rimase in Thiresienstadt per altri tredici mesi, dove le
fu possibile lavorare come infermiera. Nell'ottobre 1944 fu
deportata in Polonia assieme a diciottomila altri prigionieri. L
fu condannata a morte. Fu un terribile destino. Fu il destino di
innumerevoli altri esseri umani, gente che amava altra gente e che
cercava di aiutare altre persone, che erano amati da altre
persone, che sono stati aiutati da altre persone. Essi
appartengono a quelle famiglie che sono state strappate, distrutte
e sterminate.
Non intendo qui parlare di questi eventi terribili. Tutte le volte
che uno prova a parlare di queste cose sembra sempre che egli
cerchi di rimpicciolirli, sono eventi che sono pi grandi della
stessa immaginazione.
Ma l'orrore continua. Coloro che sono scappati dal Vietnam; le
vittime di Pol Pot in Cambogia; le vittime della rivoluzione in
Iran; coloro che sono fuggiti dall'Afganistan e gli arabi che sono
dovuti scappare da Israele, a ripetizione uomini, donne e bambini
diventano le vittime di questi pazzi fanatici.
Cosa potremmo fare per prevenire questi eventi mostruosi? Possiamo
fare qualcosa?.
La mia risposta : s! Io credo che ci possa essere moltissimo che
possiamo fare. Quando dico noi, intendo gli intellettuali, che
sono quegli esseri umani interessati alle idee; specialmente
quelli che leggono e scrivono.
Perch io penso che noi, gli intellettuali, siamo in grado di
aiutare? Semplicemente perch noi, gli intellettuali, abbiamo
fabbricato le armi pi terribili per migliaia di anni, uccisori di
masse di uomini in nome di un idea, una dottrina, una teoria e una
religione - tutte queste cose sono il prodotto del nostro lavoro,
invenzioni di noi intellettuali. Se solo potessimo smetterla di
manipolare gli uomini contro gli uomini - spesso con le migliori
intenzioni- ci sarebbe tanto di guadagnato. Nessuno pu dire che
sia impossibile per noi smettere di fare ci.
Il pi importante fra i dieci comandamenti : non uccidere. Esso
contiene quasi la totalit dell'etica. Il modo in cui
Schopenhauer, per esempio, formula la dottrina etica 
sostanzialmente un'estensione di questo comandamento importante.
La dottrina etica di Schopenhauer  semplice, diretta e chiara.
Egli afferma: Non far del male a nessuno. Aiuta tutti al meglio
delle tue possibilit.
K. R. Popper, In search of a better World [Alla ricerca di un
mondo migliore], Rodledge,
London-New York, 1992, pagine 188-189 [traduzione di G.
Zappitello].
